Pubblicato da Mammachetesta il 17 gennaio 2013 @8:00 in fare 

“Cara come si accende il tablet?”, “Te lo spiego io papà!”

Sottotitolo: perché per i nostri figli la tecnologia è intuitiva e per molti adulti un mistero insondabile.

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Ok, forse io e mio marito siamo un caso limite: un uomo che si autodefinisce “del 1836 circa” e una donna che se non ha una connessione anche solo in 3G diventa verde di isteria.

Però in molte famiglie c’è almeno un nonno o uno zio che con la tecnologia non ha nulla a che fare e che sgrana gli occhi se solo pronunci le parole “smartphone” e “wi-fi”.

Di solito quando questi elementi sono nelle peste arriva il bambino di turno con età variabile fra i 4 e i 13 anni (dopo grugniscono un “Arrangiati!” mi dicono le amiche alle prese con l’adolescenza) a togliere loro le castagne dal fuoco.

Casa nostra, interno sera, il mio smartphone attacca la suoneria “White Christmas” (si ok la cambio…) mentre io sono al piano di sopra e ovviamente il telefono è in sala. Ecco cosa succede:

MARITO: “Saraaaaaaaaaaaaaa! Suona il telefonoooooooooo!”

IO: “Rispondi!”

MARITO: “Non so come si fa!!!! Te lo porto!”

FIGLIA NEO-5ENNE: “Aspetta papà, faccio io! Pronto?”.

Perchè?!?! Perchè un uomo di 49 anni deve pensare di non essere capace di seguire col ditino la freccia con su scritto”Rispondi” quando sua figlia lo fa ormai da un anno?

Pigrizia?…ma per tutto il resto non è pigro! Lavora sodo e con serietà, fa la sua parte in casa, cura il giardino, gioca con Ida, appena può cammina…non è un indolente!

La verità è che per tutta una generazione di adulti la tecnologia fa paura.

Perchè pensano che sia complicata, perchè prima non c’era e ora c’è, perchè siccome non andavano più a scuola quando la rete e un certo tipo di tecnologia hanno preso piede nel quotidiano, per loro è stato difficile imparare un rapporto naturale e spontaneo con questi mezzi.

I nostri figli invece sono nati in un mondo dove i cellulari hanno mille giochi, video e CD inseriti, dove se ti fanno una domanda a cui non sai rispondere si guarda su Wikipedia e dove ci sono tante persone che di lavoro fanno “quelli del web” ;-)

Chiedere loro come è possibile imparare tutto così in fretta non ci aiuterà perchè non si può chiedere a un pesce com’è vivere nell’acqua visto che ti risponderebbe “Cos’è l’acqua?!?”.

Dobbiamo fare i conti con i cambiamenti che sono accaduti culturalmente nel nostro mondo e arrenderci al fatto che tecnologia e comunicazione on line saranno la normalità per i nostri figli.

Le sfide quindi sono molteplici: stare al passo con le loro passioni anche in questo campo per poterli comprendere, vigilare sulla loro attività on line rendendoli partecipi delle regole di buon uso della rete e non criminalizzare quello che per loro è comune attività quotidiana.

In fondo anche i nostri genitori non capivano come noi potessimo appassionarci a Bim Bum Bam no? ;-)

 

 

Commenti

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  1. natascia scrive:

    non credo che la generazione di mia mamma possa appassionarsi ad internet, vero è che il nonno di un mio amico per rivedere la sorella ormai trasferitasi da ragazza in america, si era attrezzato con webcam, conosceva benissimo skype, e aveva imparato a scannerizzare tutte le foto così da renderla più vicina, e colmo dei colmi, aveva acquistato online un biglietto per andarla a trovare, e s’è fatto il viaggio tutto solo, un mito questo vecchietto!!!!!

  2. silvia scrive:

    Mai dire mai! Mio suocero si incontra con altri pensionati al centro commerciale in area wi-fi. Tutti gli anziani signori dotati di tablet e/o computer ultramoderni e si scambiano le reciproche conoscenze su come utilizzarli…se hanno dubbi, se trovano i figli in linea su skype chiedono. Non male, no?

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